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04 ottobre 2008

Poesia


FOLLIA E LUCIDITA’

Follia,
un foglio bianco che non si fa macchiare
da una penna avvezza ad inchiostrare.

Follia,
spazi vuoti e silenzi interminabili
di fronte a parole e gesta ineffabili

folle chi narra e scrive scevro di ragione
folle pure chi vive dentro ad una canzone.


Lucidità,
un foglio scritto che esonda di parole
scritte da chi vive alla luce del sole.

Lucidità,
spazi pieni e parole ridenti
di fronte a pianti e introspezioni silenti.

Lucido chi non perde mai il lume della ragione
e spiega con senno agli altri ogni canzone.

Follia e lucidità,
due facce della stessa medaglia:
una adombra la vita, l’altra la abbaglia.

Follia e lucidità:
il confine fra il cielo e il mare
il tramonto di un sole che sta per ritornare.

Folle è l’amore appassionato
Folle è la passione dell’innamorato,
che ti penetra nel corpo, nel cuore e nella mente, elevandoti l’anima al massimo esponente.

Follia,
forse frenesia dell’amante?
Forse paura di perdere se stesso?
Forse il nascondiglio dell’adesso?

Il nascondiglio di una mente che teme
un’anima senza speme.

Folle è anche ciò che provo per te!
La mia anima, il mio corpo e il mio cuore
Che non sanno più nascondere il TUO amore!

28 settembre 2008

Poesia


OMBRE E RIFLESSI

Il buio della notte sa chi cullare:
le ombre di questa vita
lo vogliono solleticare.

Le luci del giorno sanno a chi parlare:
i riflessi delle azioni quotidiane
vogliono sentirsi illuminare.

L’anima buia e recondita,
vaga contraddittoria;
racconta il peggio della propria storia.

L’anima chiara e manifesta,
procede autentica;
racconta quello di cui di notte si dimentica.

I riflessi te lo spiegano sorridendo,
e le ombre te lo mostrano, nascondendolo
il mio corpo che freme

per il piacere di gioire insieme.

Le ombre della notte: un corpo che sente,
che con i riflessi della luce lo imbarazza la mente,
per diventare una cosa sola: un sogno che vola.

Le ombre del buio hanno confini contrastanti,
volano basse, confuse, e si perdono
nelle anime degli amanti.

Come su una candela, una fiammella accesa
Tu ci sei e illumini l’ombra della sera.
Come su una candela, una fiammella spenta

Tu sei lì: meridiana dei miei giorni.

Tu sai fino a dove farmi volare:
tendi e lasci il filo di quell’aquilone,
di notte, con le ombre lo liberi e lo fai danzare
di giorno, dai riflessi lo lasci illuminare.

Tu,
sintesi dell’ombra e della luce,
confine tra il cielo e il mare

tu sei l’orizzonte che mi accoglie anche quando
non so dove andare.

27 settembre 2008

Poesia


CORRE IL MIO AMORE

Per i viali di un mondo meraviglioso
corre felice un bambino, con un palloncino in mano;
ha un viso dolce e uno sguardo curioso
alza gli occhi al sole, e lo vede alzarsi lontano.

Non sa nulla del tempo, degli anni che verranno,
dei prati fioriti e delle distese ingiallite
che rattristarsi e intenerirsi lo vedranno,
quando dovrà rimarginare le sue ferite.

Corre veloce, fugge lontano, calpesta le foglie cadute;
troppo dolore, troppa stanchezza,
poche le poesie a lui devolute
lui che segue invano la sua giovinezza.

Corre frenetico il suo treno pieno di vita
su un sentiero immenso ma obbligato,
più di corsa di quanto le sue dita
un vero amore abbiano mai accarezzato.

Fermati un attimo, voltati a guardare
Dentro il tuo cuore pieno di sentimenti,
lascia che sia lui a raccontare:
una storia di battaglie, tregue e tormenti.

Tra i vialetti di quel paradiso oggi è tornato
Rannicchiato come un bimbo in grembo ad un albero secolare
Per cercare risposte che fino ad ora non ha mai trovato:
Ama amore e fatti Amare!

22 settembre 2008

Poesia


LASCIAMO CHE I SOGNI VOLINO PIU' IN ALTO DEGLI UCCELLI

Dove atterrano i sogni se non c’è chi li fa volare?
Dove crescono le emozioni, se c’è chi ha paura di amare?
È come quell’ aquilone che non sa dove andare,
quando chi a tenerlo è incapace di farlo volare.

Lassù non ci sono aerei che segnano traiettorie,
genti che raccontano imprese e grandi storie;
solo stelle, distratte e lontane, che consolano per pochi momenti
chi, alzando gli occhi,cerca pace per i propri tormenti.

Quaggiù la vita va di fretta,
talvolta condanna
anche chi la ama e la rispetta.
Sfacciata e sprezzante
si dimentica dell’uomo sognante.

Tu,
fatto di parole e spazi bianchi da riempire,
che anche quando non parli
mi sai cosa dire

mi hai insegnato a liberare le emozioni
a riempire la mia vita di canzoni;
canzoni, talune, ancora da scrivere,
da chi aveva perso la voglia di ridere.

Tu,
che porti i treni veloci e lontano,
trascini con te storie vecchie e nuove, coscienze e pensieri
di chi seduto, si fida di te perché è lo stesso viaggio di ieri.

Tu,
hai sbrogliato il filo di quell’aquilone tormentato
e nella giusta direzione l’hai portato,

perché sopra a dove volano gli uccelli,
potesse danzare
e la’ dove danzano le stelle
potesse volare.